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PostHeaderIcon Dalle sezioni

PostHeaderIcon D'Elia a Pinerolo

pineroloSerata d’eccezione in quel di Pinerolo, presso il ‘Salone dei Cavalieri’ del Museo Nazionale della Cavalleria, ospite graditissimo, nel progetto delle riunioni tecniche ‘nazionali’, è stato Pietro d’Elia. Inutile elencare la grandissima carriera del Vice Commissario CAN PRO che con la sua simpatia ed un pizzico di romanticismo ha intrattenuto per circa un’ora gli associati pinerolesi, e tutti i colleghi corregionali che hanno voluto prendere parte a questa serata di crescita ed associazione. Pierino, come viene chiamato dagli amici, ha esplorato la figura dell’arbitro e la sua evoluzione nel tempo tra aspetti comportamentali e spunti tecnici, non facendo mancare qualche simpatica esperienza di vita arbitrale da lui vissuta. Il discorso si è concentrato sui concetti di dedizione, passione, vita, gioia, amarezza e sogno; perchè un arbitro deve convivere con queste emozioni senza scinderne mai nè nella vita quotidiana nè sul terreno di gioco. L’arbitraggio è dedizione, racconta Pietro, dagli anni ’90 ad oggi, la figura dell’arbitro ha subito un grosso mutamento soprattutto dal punto di vista atletico che comporta sforzi ed un impegno assai più grande rispetto a prima, i ragazzi di oggi devono conciliare impegni di vita sempre più fitti con i doveri arbitrali che non sono più riconducibili unicamente alla domenica della gara, ma che prendono parte costantemente della vita quotidiana. Tutto ciò è imprescendibile dalla passione che ogni associato deve avere, in modo che questa ‘complessità’ non risulti un problema, ma anzi quest’ultima unita alla passione deve concedere grinta e determinazione al fine di conferire all’arbitro la giusta ‘preparazione’ per affrontare un calcio moderno sempre più frenetico ed economicamente importante, in modo che ognuno di noi possa essere il garante di spettacolo e lealtà. L’arbitraggio è vita, così lo definisce Pierino; ogni associato che la domenica calca i campi di gioco, sa benissimo cosa può comportare una gara, le soddisfazioni e le gioie si mischiano alle difficoltà e talvolta alle amarezze, proprio queste devono essere affrontate in maniera obbiettiva in modo da trarne vantaggi e darci quel qualcosa in più nell’esperienza personale di ognuno di noi; l’amarezza non deve essere un freno ma deve essere la nostra marcia in più, non bisogna farsi scoraggiare, un vero arbitro deve saperci convivere e superarla prontamente. Il Vice Commissario alterna le sue esperienze vissute per raccontarci come sia fondamentale anche la componente del sogno, è fondamentale per ognuno di noi sognare, farsi travolgere dalle emozioni, ma nel contempo controllarle per non farsi sopraffare; il sogno è fondamentale per l’arbitro è linfa della nostra passione, i ragazzi giovani devono sognare, perchè per qualcuno di loro, il sogno diventerà realtà. Un caloroso applauso ed un omaggio del presidente sezionale,Gianfranco Passet, hanno salutato l’amico Pierino, che si è altresì reso disponibile a premiare l’associato Gavioli per i suoi 60 anni di tessera. Un buffet finale, mentre parte del consiglio direttivo accompagnava Pietro a cena, ha reso possibile un momento di convivialità per tutti i fischietti pinerolesi che hanno preso parte alla riunione.

 

PostHeaderIcon A colloquio con Maurizio Ciampi

CollegnoCiampiLa sezione di Collegno fa il bis: dopo la serata passata in compagnia dell’AA internazionale Paolo Calcagno il 28 gennaio scorso, è la volta della visita di Maurizio Ciampi, Arbitro a disposizione della CAN A-B.

Ciampi, della sezione di Roma 1, ha partecipato mercoledì 10 marzo ad una riunione tecnica con i colleghi piemontesi. E’ stata una breve visita, ma che ha permesso ai presenti in sala di confrontarsi e di scambiarsi opinioni alla presenza di una delle trentasette personalità più importanti della realtà arbitrale in Italia.

La serata è iniziata con il sentito applauso e doveroso minuto di raccoglimento in memoria di Salvatore Alù, Arbitro Benemerito collegnese scomparso prematuramente il 23 febbraio. Il Presidente Gioacchino Annaloro, visibilmente commosso, ha ricordato la serenità e la forza con cui Salvatore aveva affrontato la sua malattia, non venendo meno né ai suoi impegni di Osservatore presso l’OTS né alla sua presenza in Sezione, dimostrando un forte senso di appartenenza e riconoscimento all’AIA.

La riunione vera e propria comincia quando il discorso passa nelle mani di Maurizio Ciampi, il quale si dimostra un grande comunicatore, capace di interessare l’intera platea e di renderla partecipe alla serata. La riunione si è svolta con interventi della platea, ai quali Maurizio ha risposto approfondendo gli argomenti di rilievo dei quali si discute spesso: la messa in discussione della figura dell’Arbitro di fronte all’avanzare delle nuove tecnologie, il rapporto tra Arbitro e calciatori, l’importanza della preparazione nei giorni e nelle ore precedenti l’inizio della gara.

«Se da una parte l’introduzione della cosiddetta “moviola in campo” o l’aggiunta degli “ufficiali di porta” possono rappresentare un’evoluzione e un’innovazione all’interno di questo sport, dall’altra c’è il rischio di snaturare il significato e lo scopo del gioco del calcio: segnare una rete, e quindi vincere.». Con queste parole, il fischietto nato a Benevento si pone contrario alla diminuzione di importanza delle scelte dell’Arbitro, trovando il consenso dei colleghi di Collegno. «È comprensibile che ci siano polemiche fomentate dagli organi di stampa riguardo agli errori degli Arbitri di Serie A e B, – continua Ciampi – ma, d’altro canto, non è tollerabile che queste discussioni aumentino fino all’esasperazione. La bravura di un Arbitro non consiste nella perfezione della propria prestazione: non esiste l’Arbitro perfetto, e non esisterà mai. Il miglior Arbitro è quello che commette meno errori. Molto si è discusso anche dell’importanza della capacità dell’Arbitro di farsi accettare dalle due squadre per tutta la durata della gara, nonostante la possibilità di commettere degli errori. «Il rapporto con calciatori ed allenatori è alla base di una buona prestazione, – sostiene Maurizio – ed è fondamentale instaurare un rapporto di rispetto reciproco o, qualora i calciatori si dimostrassero incapaci di ciò, mantenere un certo distacco tra le parti. Un Arbitro deve essere in grado di rimanere imparziale, al di sopra delle parti, anche nei momenti più critici della gara. E il punto fondamentale per ottenere ciò è la credibilità: se non crediamo alle nostre stesse decisioni è impossibile trasmettere credibilità alle squadre, al pubblico, a tutti coloro che sono parte attiva (o meno) della gara.». Ciampi, riallacciandosi alla gara Inter–Sampdoria diretta da Paolo Tagliavento della sezione di Terni, identifica in Tagliavento proprio questa capacità di coerenza di decisione: «­Paolo è stato un grande. Ha dimostrato come non conti quale siano le squadre da dirigere: che sia la prima in classifica o quella che lotta per la salvezza, se c’è un’espulsione da fare alla squadra di casa che ne ha appena subita una, si deve fare. E se ce n’è una terza, si fa anche quella, senza timore alcuno.»

Maurizio si è dimostrato compiaciuto, poi, nel vedere molti ragazzi giovani presenti in sala. L’importanza primaria nello svolgimento del proprio ruolo è quello di approfittare al massimo dei novanta minuti sul campo: divertirsi allo stesso modo di quanto si debba essere concentrati per fare del proprio meglio. «Una gara non si prepara solo nel briefing pre-gara con gli assistenti, e tanto meno presentandosi al campo senza alcuna conoscenza della partita che ci attende: alla CAN A-B l’unico vantaggio che abbiamo rispetto ai Comitati regionali è quello che le squadre da arbitrare sono sempre le stesse, e pertanto durante la settimana è possibile analizzare le partite, studiare strategie, tattiche e calciatori. Ciò non toglie che voi (Arbitri del CRA, ndr) possiate comunque prepararvi in modo adeguato alle gare che dovrete affrontare, attraverso una buona preparazione atletica, una conoscenza approfondita del regolamento ma, soprattutto, una adeguata condizione mentale. La consapevolezza di essere al centro di un campo di calcio e dell’importanza delle proprie decisioni è la colonna portante per la preparazione psicologica di una gara. Tutto ciò a cui bisogna puntare è fare del proprio meglio, per crescere e maturare. L’arbitraggio – conclude Ciampi – mi ha aiutato a superare la paura di sbagliare e mi ha insegnato a riflettere sui miei errori, e sono fortemente convinto che possa fare lo stesso con voi.».

La serata si è conclusa con una “pizziata” alla quale hanno partecipato, oltre ovviamente a Ciampi, alcune tra le figure più di spicco della sezione di Collegno, mentre un bianco manto di neve copriva tutto il Piemonte. Una serata senza ombra di dubbio formativa e interessante, dalla quale i fischietti collegnesi potranno trarre nuovi importanti spunti per crescere e migliorarsi.

 

AE Eugenio Scarpa

 

PostHeaderIcon Stefano Calabrese in visita a Nichelino

"Io credo che nulla sia impossibile, impossibile è un’opinione non è un dato di fatto" Con queste parole si è conclusa la riunione tecnica tenuta dal componente CAI Stefano Calabrese nella nostra Sezione martedì 9 marzo.

CalabreseVogliamo cominciare dalla fine dell’incontro, dal lungo applauso degli oltre 100 associati intervenuti, nonostante le abbondanti nevicate, per ascoltare le parole che Stefano ci ha riservato.

Il tema della serata è stata la comunicazione e l’appartenenza all’Associazione.

Con una presentazione molto coinvolgente e appassionata, Stefano ci ha espresso la sua idea di come un arbitro debba imparare a farsi capire dentro e fuori dal terreno di gioco, sia con le parole che con gli atteggiamenti.

Ribadendo la sua convinzione sull’importanza della "prima impressione" Stefano ci ha spiegato, portando come esempio anche sue esperienze personali, quanto sia importante poter dare alle persone che ci circondano una prima impressione positiva, perché è quella che ci porteremo dietro sempre.

Per quanto riguarda l’appartenenza all’AIA Stefano ha sottolineato come tutti ricoprano un ruolo necessario e di supporto all’esistenza degli altri.

Ci sono infatti gli “esordienti”, i ragazzi degli ultimi corsi; gli “emergenti”, giovani a disposizione del Comitato Regionale e designati per i top Match da esso gestiti. I “campioni,” i ragazzi a disposizione degli OTN;  e gli “esperti”, osservatori e classe dirigente.

Ad ascoltare il collega erano presenti tutte le componenti rappresentative della nostra Sezione. I ragazzi dell’ultimo corso accanto agli arbitri nazionali, agli osservatori gli organi tecnici sezionali e regionali, nonché numerosi ospiti provenienti da altre sezioni piemontesi.

Durante la serata sono stati numerosi gli importanti spunti che Stefano ci ha trasmesso e su cui riflettere.

Al termine della serata il nostro Ospite ha risposto ad un piccolo presente che la Sezione gli ha voluto fare consegnando al Presidente Raffaele Palasciano un libro: “Il gabbiano Jonathan Livingston” che rappresenta la metafora del percorso di auto perfezionamento che ogni arbitro e in generale ogni uomo fanno nella loro vita per arrivare a dei traguardi.

Successivamente la serata è proseguita con un proficuo scambio di battute in maniera del tutto informale e naturale durante un momento conviviale che la Sezione ha voluto organizzare per festeggiare la presenza del gradito ospite.

A fine serata tutti gli associati hanno potuto salutare la ripartenza di Stefano Calabrese non più come semplice collega, ma come nostro nuovo amico.

Le foto della serata sul sito www.aianichelino.it

A.E. Filippo Pisicoli
Sezione di Nichelino

 

PostHeaderIcon Pierpaoli a Bra

PierpaoliLunedì 08 Marzo 2010, presso la sala congressi della ditta "Bra Servizi", la sezione di Bra ha accolto Nicola Pierpaoli, arbitro di serie A della sezione di Firenze per una riunione tencica nell'ambito del progetto che vede i colleghi impegnati ai massimi livelli visitare le sezioni AIA italiane; per l'occasione, erano presenti anche associati della sezione di Cuneo ed alcuni dirigenti di società locali.
Nel corso della serata, con semplicità e naturalezza, Nicola ha cercato di illustrare ai colleghi braidesi tutti quei gesti, dai più semplici e sottovalutati a quelli più eclatanti, che possono aiutare l'arbitro a prevenire i comportamenti scorretti dei calciatori. Terminata la lezione, ampio spazio alle domande dei presenti, che hanno spaziato da episodi reali delle gare al rapporto con gli assistenti e con i calciatori in campo.
Dopo la riunione, breve rinfresco nella nuova sede sezionale con la promessa, incalzato dagli arbitri Braidesi, di Pierpaoli: "Se divento internazionale, vengo a festeggiare qui"... non ci dimenticheremo di sicuro!
Dal Presidente Alesso e da tutti gli arbitri Braidesi un caloroso ringraziamento a Nicola per la disponibilità e la simpatia dimostrata in tutta la serata nonostante la stanchezza dopo la trasferta a Cagliari.

 

PostHeaderIcon Giannoccaro ad Ivrea per i 50 anni della sezione

GiannoccaroCome da programma voluto dal Comitato Nazionale AIA e dal nostro presidente Marcello Nicchi, la Sezione AIA di Ivrea,il 3 Marzo u.s., ha  avuto l’onore di avere come ospite l’arbitro CAN Danilo Giannoccaro della Sezione AIA di Lecce. I nostri arbitri hanno avuto la possibilità di  “vedere da vicino” , “toccare”  e confrontarsi tecnicamente con un collega che opera ai massimi livelli e portatore di tante esperienze vissute da tramandare ai giovani utili a farli innamorare di questa attività. In questo contesto  la nostra sezione ha messo in programma la ricorrenza del raggiunto traguardo storico, 50 anni dalla sua fondazione.

Presso l’hotel Santa Fé di San Giusto Canavese si è svolta quindi una riunione tecnica straordinaria alla presenza di tutti gli associati eporediesi e di numerosi ospiti tra cui Christian Mossino, vice Presidente Vicario LND Piemonte VDA, Roberto Drago, Presidente Comitato Locale LND Ivrea, Francesco Ferraris, Presidente Canavese Calcio di Lega PRO e Dario Dighera, allenatore LND.

La serata si è aperta con la presentazione della storia della nostra Sezione, illustrata dal nostro associato Felice Viterbo, ex presidente del CRA Piemonte VdA ed ora osservatore in CAN D e membro del Settore Tecnico dell’AIA. 50 anni di storia ricca di soddisfazioni, con numerosi arbitri a livello nazionale, tra cui l’ex arbitro di Serie A e attualmente osservatore alla CAN e all’UEFA Giancarlo Dal Forno. Inoltre particolare menzione merita il nostro associato Renato Laurent, premiato dall’AIA per i suoi 53 anni di tessera, che ha assistito personalmente alla nascita della Sezione e per tutti è un esempio impareggiabile di attaccamento all’Associazione e per dirla con le sue parole: “Se sono rimasto per tutti questi anni, vorrà pur dire che mi sono trovato bene!”.

La riunione è poi entrata poi nel vivo quando ha preso la parola l’arbitro CAN Danilo Giannoccaro, che con la sua semplicità e disponibilità ha conquistato da subito tutti i presenti, trasmettendo la sua passione, o ‘Malattia’ come lui preferisce chiamarla, per l’arbitraggio: un requisito fondamentale per arrivare in Serie A.

Danilo ci ha raccontato di avere iniziato ad arbitrare anche grazie a qualche fortunata coincidenza, come quella di trovare la Sezione di Lecce insolitamente aperta al mattino il giorno in cui aveva deciso di iscriversi. Da subito l’arbitraggio è diventato veramente la sua vita, prefiggendosi di volta in volta obiettivi sempre più importanti tali da consentirgli di raggiungere la massima categoria nazionale.

I numerosi interventi dei nostri giovani arbitri, soprattutto inerenti a curiosità e aneddoti riguardanti il mondo professionistico, hanno dato spunto al nostro ospite per stimolare ancora di più le motivazioni delle nuove leve a migliorarsi sempre di più, affinché per loro l’arbitraggio sia passione e soprattutto divertimento.

Terminata la riunione Danilo ha fatto un grande in bocca al lupo a tutti, dicendo di aver visto tra di noi l’entusiasmo e la voglia necessari per auspicare un prossimo futuro sezionale all’altezza della nostra storia cinquantennale. Tutti gli associati eporediesi ringraziano Danilo Giannoccaro per tutto quello che ha trasmesso in questa bellissima serata trascorsa insieme.

Un’occasione speciale per la nostra piccola Sezione, che ha festeggiato nel migliore dei modi il suo primo mezzo secolo di vita.

 

PostHeaderIcon Visita di Emidio Morganti a Torino

MorgantiIl 22 febbraio la Sezione “E. Canfari” di Torino ha avuto l’onore di ospitare, nel corso di una riunione tecnica obbligatoria, l’arbitro della CAN Emidio Morganti.
La visita di Morganti rientra nell’ambito delle “visite itineranti” nelle 212 Sezioni italiane, fortemente volute dal Presidente Marcello Nicchi, e che vedono coinvolti Arbitri, Assistenti e Dirigenti operanti a livello nazionale.
Dopo una breve introduzione da parte del Presidente Giorgio Lops, suo ex collega alla CAN, la riunione ha avuto inizio con la lettura del curriculum arbitrale e con la proiezione di un videoclip su diversi momenti arbitrali di Emidio.
Per oltre un’ora e mezza Morganti ha intrattenuto la platea sulla figura dell’arbitro, sulla “paura”, sulla personalità e sul comportamento che egli deve assumere sia in campo che nella vita quotidiana.
L’arbitro vive da sempre con la paura di sbagliare: un po’ perché sotto l’occhio “indiscreto” di telecamere ed un po’ perché nel corso di una gara si trova ad assumere numerose decisioni importanti. Si riesce a crescere e a vincere la paura solo quando si impara dagli errori propri e da quelli dei colleghi, attraverso un confronto maturo e costruttivo.
Ad ascoltarlo una platea, gremita in ogni ordine di posto, di dirigenti nazionali del presente e del passato, colleghi arbitri, assistenti ed osservatori a disposizione della CAN, della CAN PRO, della CAN D, della CAI, della Regione e dell’OTS, nonché associati provenienti da altre Sezioni limitrofe.
Per il CRA Piemonte e V.A. è intervenuto il Vice Presidente, Fabrizio Malacart, che dopo aver porto i saluti del Presidente Gianmario Cuttica, ha espresso grande soddisfazione per la partecipazione, sottolineando l’importanza di questi appuntamenti, finalizzati alla crescita di tutti gli associati impegnati in tutte le categorie, dalla CAN PRO al Settore Giovanile e Scolastico.
Tante le domande poste all’ospite da parte degli associati, a disposizione degli OO.TT.NN. e non, a cui ha risposto con semplicità, tranquillità e soprattutto con una competenza tecnica che si confanno ad un arbitro del suo livello.
A conclusione della serata il momento conviviale presso la Sala degli Specchi di Palazzo Ceriana Mayneri, durante il quale Emidio ha continuato ad intrattenere i partecipanti con discussioni su temi calcistici e non, facendo emergere anche le sue doti di imitatore, ben note nell’ambiente CAN di Coverciano.

 

PostHeaderIcon L'AIA: una scuola di vita, prima di tutto

Marcello NicchiVenerdi 5 marzo la Sezione di Asti ha avuto l'onore di ospitare, presso la sala congressi dell'hotel Salera, il Presidente dell'AIA Marcello Nicchi. Per la prima volta dal 1982, Asti riceve la visita della massima autorità del mondo arbitrale italiano. E' stata un'occasione importante di confronto e conoscenza reciproca a testimonianza del fatto che l'AIA centrale ha interesse delle realtà locali.
Il Presidente Nicchi ha ribadito il suo concetto di vicinanza ad ogni realtà sezionale e, a testimonianza di ciò, ci sono le sue oltre 130 visite ad altrettante sezioni dall'inizio del suo mandato. Sicuramente un record.
Apprezzabilissimo il tono usato nella serata; quasi quello di un padre che, resosi conto di quante difficoltà incombono nella vita di tutti i giorni, non fornisce conforto, bensì motivazione ad andare avanti oltre ogni ostacolo.
Il messaggio più importante è sicuramente stato quello che spiega il suo concetto di Associazione Arbitri: un luogo dove prima di diventare direttori di gara, si diventa uomini forgiati dalla giusta carica emozionale che il terreno di gioco ci offre sin dall'inizio della carriera. L'uomo è un individuo pensante, ma l'Arbitro è qualcosa di piu': non solo pensa, ma compie delle scelte; decide. Il tutto in una frazione di secondo. Non importa se tali scelte siano completamente giuste; quel che conta è che vengano prese.
Alle giuste domande in sala, suggerite sicuramente dagli episodi calcistici della massima serie, Marcello risponde criticamente che le vere partite sono quelle che si giocano allo stadio, non in TV ai dibattiti post gara. Gli Arbitri non saranno mai macchine. Ed è giusto così. Mai commettere l'errore di giudicarli con strumenti (la moviola) che asetticamente mostrano immagini che, citando un importante Associato astigiano ( Sergio Gonella ndr), "non profumano d'erba". Queste cose fanno male allo sport e, perciò, devono finire.
Che sia veramente l'ora del ritorno alla nobiltà sportiva del Giuoco del Calcio? Mi piace crederci. Voglio crederci.

Francesco Matturro

 

PostHeaderIcon Giandoja e Giacometta in visita alla Sezione di Nichelino

MaschereUna grande sorpresa ha allietato la sezione di Nichelino “Antonio Pairetto”.

Infatti nel pomeriggio del 4 febbraio, in piena attività sezionale, sono venuti a trovarci le maschere ufficiali della Città di Torino, Giandoja e Giacometta.

È stata l’occasione per tornare indietro nel tempo, chiacchierando in allegria delle prossime festività del carnevale, che vedranno i due importanti personaggi protagonisti nel nostro capoluogo e non solo.

Con grande curiosità hanno chiesto delucidazioni sulla nostra attività e la nostra Associazione, mostrando interesse e grande partecipazione.

Con in dono il gagliardetto della nostra sezione, accompagnati dall’Assessore allo Sport e Cultura del Comune di Nichelino Dottoressa Bonino, hanno poi lasciato i locali sezionali, promettendo di tornare a trovarci in un prossimo futuro.

Grazie ancora Giandoja e Giacometta per averci onorato della Vostra presenza e dell’allegria e della spensieratezza che ci avete regalato.

Francesco PANNACE

 
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